Ecco qualche link a siti che ci aiutano a ripassare i verbi irregolari.

http://www.az-inglese.it/verbi/irregular-verbs-list.asp

http://www.usingenglish.com/reference/irregular-verbs/irregular-verb-list.pdf

Ed anche esercizi di completamento con controllo in tempo reale:

http://www.englisch-hilfen.de/en/exercises_list/verbs.htm


Diretto nel 1998 da Shekhar Kapur, con Cate Blanchett nel ruolo di Elizabeth, Geoffrey Rush nel ruolo di Wolsingham, Joseph Fiennes nel ruolo di Lord Robert.



Riassunto del film
Nel 1554 l'Inghilterra stava attraversando un brutto momento. Mary, che era regina, stava per morire ed intensificò la lotta contro il Protestantesimo. Anche Elizabeth, la sorella minore unica erede al trono, venne perseguitata e rinchiusa nella Torre di Londra, allora prigione. Alla morte di Mary, la giovanissima Elizabeth venne incoronata regina d'Inghilterra. Tuttavia, a causa della giovane età e della sua inesperienza, l'inizio del suo regno fu assai difficile: ella pensava solo alle feste, alla danza ed al suo amato Lord Robert (che in seguito scoprì essere già sposato). Fuori e dentro la corte i molteplici nemici di Elizabeth tramavano contro di lei. Il più potente era Norfolk. La giovane regina avrebbe dovuto assolutamente sposarsi per evitare di essere uccisa: un erede avrebbe garantito infatti la successione al trono. Tuttavia ella rifiutò i vari pretendenti proposti dagli ambasciatori di corte, e così si susseguirono numerosi attentati. Alla fine, Elizabeth fu costretta ad ordinare al suo fedele consigliere Walsingham di eliminare tutti i nemici. A causa della delusione causatale da Lord Robert, rinunciò per sempre al matrimonio in favore del proprio paese.

( a cura di V. B.  classe II M)


Le inesattezze storiche (da WIKIPEDIA):

  • Il vero Robert Dudley, I conte di Leicester, non congiurò mai contro Elisabetta, e rimase un suddito fedele sino alla sua morte.

  • Nel film Elisabetta rimane molto amareggiata quando scopre che Robert è già sposato, mentre nella realtà ciò non sarebbe potuto succedere, visto che era presente alle nozze.

  • La mano di Elisabetta venne realmente chiesta da Henri d'Anjou, ma soltanto in via epistolare e del matrimonio non se ne fece più niente. Qualche anno più tardi ci fu una nuova proposta da parte del fratello minore di Henri, il duca François d'Alençon, che andò in Inghilterra e incontrò Elisabetta.

  • William Cecil non aveva che quarant'anni quando Elisabetta salì al trono, mentre nel film è un anziano e in seguito non si ritirerà dal suo compito; anzi, rimase uno dei più fidati consiglieri della regina fino alla sua morte, avvenuta poco prima di quella di Elizabeth. Allo stesso modo Francis Walsingham era sulla ventina quando Elisabetta fu incoronata e non sulla cinquantina.

  • Marie De Guise non fu assassinata da Francis Walsingham, ma morì di idropisia; nel film accadono molti eventi prima della morte di Marie De Guise che in realtà successero dopo, infatti essa morì solo un anno dopo l'incoronazione di Elisabetta.

  • La conspirazione del Duca di Norfolk unisce molti eventi separati in uno - nel film viene arrestato e sommariamente giustiziato per aver tentato di spodestare Elisabetta e di sposare Maria Regina di Scozia per cementare il proprio potere sul trono. In realtà Norfolk fu imprigionato nel 1569 per aver tentato di sposare Maria, Regina di Scozia senza permesso, ma fu rilasciato. Fu poi coinvolto in un'altra congiura nel 1572 (tre anni dopo) che voleva porre Maria di Scozia sul trono, ed è per questo che fu imprigionato e giustiziato.

  • Nel film Elisabetta ha gli occhi azzurri, il colore naturale di quelli di Cate Blanchett, messi molto in risalto nel manifesto originale. In realtà Elisabetta, come suo padre Enrico VIII, aveva gli occhi castani.

  • Il governo spagnolo tentò con ogni mezzo di provare la vita sessuale di Elisabetta, ma senza mai riuscirci.

  • Il Papa non ordinò mai ad un monaco di attentare alla vita della regina.



  • Chi era la donna che, forte del suo fascino e della sua induscutibile bellezza,almeno per i canoni estetici dell'epoca, avrebbe ridotto in ginocchio un re potente come Enrico VIII, disposto a tutto pur di ottenere l'attenzione della sua giovane suddita?
    Di certo, confrontata con Caterina, ne usci' vincente: la triste principessa spagnola, abbattuta nel fisico e nel morale dalle troppe gravidanze finite male, si stava rifugiando sempre di piu' nella sua incrollabile fede. Piu'
    vecchia di Enrico, disdegnava le occasioni mondane pur di ritirarsi in preghiera. E fu proprio durante una di queste occasioni mondane che Enrico incontro' Anne, appena tornata dalla Francia. Fascinosa come aveva imparato ad essere alla corte di Francia, molto piu' astuta dell'ingenua Bessie che aveva accettato l'allontanamento da corte, Anna seppe giocare le carte migliori. Il messaggio che ella lancio' ad Enrico fu forte e chiaro: mai e poi mai sarebbe diventata la sua amante. Una vita in comune si poteva ipotizzare solo se consacrata da legittime nozze. Ma Enrico, com'e' noto, era gia'sposato. Folle d'amore per questa donna, comincio' quindi ad arrovellarsi per trovare una soluzione. Quella piu' ovvia sembrava essere il divorzio ma il Papa Clemente VII fu irremovibile: non avrebbe concesso il divorzio, non solo per motivi religiosi, ma per timore di offendere la cattolicissima Spagna, la terra di Caterina. Sostanzialmente, il Vaticano temeva ritorsioni ed attacchi da parte di una nazione che avrebbe voluto annoverare, al contrario, tra i propri alleati.

    La King's Matter, la questione del re, fu lunga e sofferta.

    Nel 1527 il sovrano tento' i primi approcci con il Papato, miseramente falliti. La frattura definitiva con Roma divenne inevitabile. Pur di ottenere il divorzio, Enrico non esito' a disconoscere l'autorita' del Papa e a fondare una chiesa anglicana protestante, ben distinta da quella cattolica. Abile mossa che, secondo molti storici, nasconde un piano machiavellico cammuffandolo dietro problemi familiari e sentimentali. Con lo scisma, Enrico si autoproclama Supreme Head of the Church of England, capo supremo della chiesa anglicana. Per la prima volta un sovrano ottiene il totale controllo sia del potere temporale che di quello spirituale e diventa un sovrano assoluto. La gestione pratica degli affari di chiesa verra' affidata all'Arcivescovo di Canterbury, all'epoca Thomas Cranmer, che gli concesse immediatamente il divorzio. Nel 1531 Catherine fu allontanata da corte ed il matrimonio con Anne fu celebrato con ogni probabilita' gia' nel 1532. Alla raggiante regina non mancava che un particolare per coronare il suo sogno: dare alla luce il tanto agognato figlio maschio e surclassare quindi, nel cuore di Enrico e degli inglesi, che continuavano ad amare la moglie spagnola, il ricordo di quest'ultima.

     In realta' al popolo non piaceva questa donna altera, dalla bellezza sinistra. Il "cigno nero", come veniva soprannominata, aveva una malformazione che richiamava inquietanti sospetti di stregoneria: il famigerato sesto dito, che si diceva nascondesse sotto ampie maniche. Alla notizia della gravidanza della giovane regina, gli astrologi piu' insigni del regno profetizzarono l'arrivo di un erede maschio. Enrico, al settimo cielo, fece redigere in anticipo i documenti ufficiali in cui si dava notizia della nascita  del principe erede al trono.
    Amarissima fu, pertanto, la delusione quando Anna partori' una bambina, Elizabeth.
    La vita a corte non doveva essere semplice, neppure per un sovrano potente come Enrico. Ossessionato dalla necessita' di avere un erede, amareggiato dalla gelosia nei confronti della giovane moglie, assillato dai detrattori di Anne, con il tempo i suoi occhi cominciarono a posarsi su un'altra donna, Jane Seymour.
    Sbarazzarsi di Anne non fu facile per Enrico. La soluzione trovata dai suoi consiglieri fu anche molto dolorosa. Accusata di tradimenti plurimi con vari cavalieri, tra i quali anche il suo stesso fratello (che, da altre fonti, risultava omosessuale...) Anna fu condannata a morte, non prima di aver assistito all'esecuzione dei presunti amanti. E' opportuno utilizzare l'aggettivo "presunti" perche' la maggior parte degl storici si schiera a favore
    dell'innocenza della regina. Disperato per dover rinunciare, per ragioni di stato, alla donna che tanto aveva amato, Enrico le concede un ultimo regalo: la sua decapitazione verra' effettuata dal boia di Calais, famoso in tutta Europa per l'abilita' nel maneggiare la spada. Non l'ascia, quindi, dolorosissimo strumento, ma l'affilata spada lunga trancio' la testa della regina. All'interno della Tower of London un'iscrizione su targa ci indica il
    punto esatto del patibolo dove la Bolena perse la vita.







       Henry VII (1485-1509)
         (Arthur)
        Henry VIII (1509-1547)
       Edward VI (1547-1553)
    Mary I (1553-1558)
      Elizabeth I (1558-1603)

    Le sei mogli di Enrico VIII
    Famoso, oltre che per essere stato un abile ballerino e musicista, un cavaliere a tutto tondo coraggioso nel combattimento e nelle “giostre”, per essersi sposato sei volte, Enrico VIII, amabile e spietato, può riassumere con questo detto la sua vita sentimentale:

    Divorced, beheaded, died.Divorced, beheaded, survived” (divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, sopravvissuta)

    A dimostrazione della veridicità dei corsi e ricorsi storici, il destino sembra ripetersi con le sfortunate sei donne, nell’ordine Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anne of Cleves, Catherine Howard e Catherine Parr.

    Catherine of Aragon


    Figlia di Ferdinando II D'Aragona e di Isabella di Castiglia, quindi principessa di altissimo lignaggio ed assai appetibile come sposa, nel 1501 sposò Arthur, principe di Galles, quando aveva solo sedici anni e il marito quattordici. Rimase tuttavia vedova in meno di sei mesi, poiché il giovane Arthur morì di polmonite. Si dice che il padre, re Henry VII, fosse talmente tirchio da non voler riscaldare adeguatamente gli ambienti del castello dove soggiornavano i principi di Galles. Il gelo dell’inverno e la salute gracile del futuro re d’Inghilterra ebbero quindi la meglio, ed Arthur passò a miglior vita, lasciando Catherine da sola in terra straniera. Un grave problema diplomatico che la corte avrebbe dovuto risolvere quanto prima. Per mantenere l'alleanza con la Spagna, il re Henry VII decise quindi di darla in moglie al figlio minore, il futuro Henry VIII. Ci volle tuttavia molto tempo prima di poter celebrare questo secondo matrimonio. L’Inghilterra, all’epoca ancora cattolica, non poteva ignorare un passo della Bibbia in cui si diceva chiaramente che nessun uomo avrebbe potuto sposare la vedova del fratello, pena un matrimonio sterile e non benedetto da Dio. Il sovrano riuscì comunque ad ottenere una speciale dispensa papale, e Catherine si legò quindi ad Enrico, nonostante fosse parecchio più vecchia di lui. Fu, almeno all’inizio, un matrimonio felice, e duraturo, se paragonato ai successivi. Purtroppo Catherine non fu in grado di donare al suo sovrano un figlio maschio, ambitissimo in un’epoca di alta mortalità infantile, per garantirsi la successione al trono. Dopo svariati aborti, sopravvisse infatti un’unica figlia femmina, Mary.
    Il destino volle tuttavia accanirsi contro Enrico. In un periodo storico in cui il sovrano abitualmente si accompagnava ad altre donne, oltre alla legittima moglie, senza che nessuno trovasse qualcosa da ridire, parve normale anche ad Enrico circondarsi di amanti, perlopiù dame di compagnia della moglie.
    Una di queste, Bessie Blunt, rimase incinta e diede alla luce un maschio: evento beffardo per Enrico, che mai avrebbe potuto considerare un figlio illegittimo come suo erede. Bessie ed il bambino furono saggiamente allontanati da corte (e dalla povera Catherine), con l'unica consolazione di poter chiamare il neonato come l'illustre padre, Henry Fitzroy, figlio di re.






    Una delle più belle e, al tempo stesso, più oscure tragedie di William Shakespeare, a tal punto da essersi guadagnata la fama, in ambito teatrale, di tragedia porta sfortuna (per superstizione, gli attori molto spesso non ne pronunciano il titolo, riferendosi ad essa piuttosto come alla “tragedia di Scozia”).

    L’oscurità, il lato “dark” di quest’opera la permea ovunque: il paesaggio di desolate brughiere nel nord della Scozia, spesso scosso da forti venti e in balia delle forze della natura più estreme; l’oscurità che abita alcuni personaggi, primo tra tutti Lady Macbeth, simbolo per eccellenza dell’ambizione sfrenata e della donna ammaliatrice, che sfrutta il proprio marito trattandolo come un burattino. Eppure Macbeth è, almeno all’inizio, il classico eroe positivo: leale e coraggioso, combatte strenuamente per il suo re, Duncan, a fianco dell’amico Banquo. E’ nobile, fiero e senza paura: tuttavia, alla fine dell’opera, una volta completata la sua inesorabile discesa verso gli inferi, è un uomo distrutto dai sensi di colpa. La magia, altro elemento oscuro della tragedia, si annuncia sin dall’inizio come uno dei grandi temi che muovono la trama del “Macbeth”: tornando a casa Macbeth, in compagnia di Banquo, incontra tre misteriose donne che lo salutano con titoli a lui incomprensibili. Hail to thee, Macbeth, Thane of Cawdor” (salute a te, Macbeth, signore di Cawdor) ed ancora “hail, Macbeth, thou shalt be king hereafter!”(salute a te, Macbeth, che sarai re un giorno).



    Queste oscure profezie privano Macbeth della sua serenità: pur non comprendendo come egli possa diventare signore di Cawdor, castello di proprietà di un nobile scozzese ancora in vita, né tantomeno re di Scozia, visto che re Duncan è vivo e vegeto, le riferisce alla moglie, ed insieme cominciano a sognare un futuro di onori e potere sul trono di Scozia. Nella coppia, è senza dubbio lady Macbeth la più determinata e spregiudicata: molte volte, quando il marito vacillerà nell’incertezza, sarà lei a detenere il potere, a non mancare mai di capacità decisionale.

    Eppure, si diceva, il re di Scozia è vivo, ed ha anche due figli, Malcolm e Donalbain. La successione al trono è pertanto indiscutibile e garantita: Macbeth, che è cugino del re, non ha alcuna prospettiva di ottenere la corona, a meno che il re non muoia, e con lui i suoi figli…

    L’occasione presto si presenta, e da questo momento l’eroe integerrimo comincia la sua discesa verso il male, verso il baratro: re Duncan, recatosi a far visita al cugino, è costretto a fermarsi al castello per la notte, sorpreso da una tempesta di neve di inusitata violenza. Lady Macbeth esorta il marito ad agire, subito. Le guardie del corpo non possono difendere il loro re, perché cadono in un sonno profondo, non naturale. Macbeth pugnala il re e lascia l’arma del delitto insanguinata nelle mani delle guardie. Il giorno dopo, quando Macduff, uno dei nobile fedeli al re, impensierito per l’assenza del suo signore, si presenta al castello di Macbeth, costui, da consumato attore, finge stupore nello scoprire il cadavere del re e, in un simulato attacco di rabbia, uccide le guardie, prima di dar loro la possibilità di professare la loro innocenza. I figli di Duncan, Malcolm e Donalbain, lasciano la Scozia, temendo per la loro incolumità. Il trono di Scozia, temporaneamente vacante, è concesso a Macbeth.

    Tuttavia, il raggiungimento dell’obiettivo non dispensa felicità. La straordinaria modernità di Shakespeare raggiunge, qui, uno dei suoi culmini: addentrandosi nel terreno del subconscio, l’autore indaga il senso di colpa, profondissimo, che attanaglia la coppia: Lady Macbeth, in preda al delirio, diventa sonnambula, e continuerà a vedere, nei suoi incubi, mani grondanti di sangue che tenta inutilmente di pulire. Macbeth scorge fantasmi ovunque, e vacilla pericolosamente. Il figlio di Duncan, Malcolm, pianifica l’invasione della Scozia dall’estero, mentre Macduff uccide Macbeth, ormai ritenuto colpevole. Lady Macbeth muore suicida, per quanto Shakespeare non dedichi versi alla sua morte. L’ordine, alla fine, è ristabilito, l’eroe che ha smarrito la strada, che si è fatto manipolare dal “villain” (il personaggio malvagio) non è degno neppure di vivere, e muore decapitato.





        Shakespeare trae ispirazione dalle tragedie di Seneca, imitandone la suddivisione in 5 atti e le scene particolarmente sanguinose; le trame non sono quasi mai originali, ma basate su testi precedenti (come nel caso della storia del principe Amleto) o testi storici. Tuttavia egli sa infondere ai suoi personaggi una complessità e una profondità introspettiva che li rendono unici ed eterni. Molti degli argomenti delle sue tragedie sono ancora oggi di grande attualità: l’amore osteggiato dalle famiglie nel “Romeo and Juliet”, la sfrenata ambizione in “Macbeth”, l’indecisione e la malinconia in “Hamlet”, la gelosia e la manipolazione in “Othello”. I suoi eroi possiedono le debolezze dell’uomo comune, ma al tempo stesso sono dotati di grande sensibilità. La loro tragica fine è dovuta alle debolezze intrinseche alla loro natura, e non al destino, spesso malvagio: questa è la differenza più sostanziale rispetto alla tragedia greca. Shakespeare introduce inoltre un personaggio “di disturbo”, il cosiddetto “villain”, uomo perfido che sa trarre in inganno l’eroe, come nel caso di Iago in “Othello”.

     §        comunione di elementi tragici e comici: si veda ad es. la tragica storia di Romeo e Giulietta, nella quale non mancano gli spunti comici, legati a personaggi particolari. La scelta di Shakespeare è legata all’eterogeneità del pubblico che frequentava i teatri in quell’epoca: il teatro elisabettiano (così chiamato dal nome della regina Elisabetta I, che regnò nel XVI sec) è aperto a tutti i ceti sociali. I nobili e i più facoltosi, che potevano permettersi di pagare un prezzo più alto, avevano addirittura la possibilità di sedere sul palco (evento unico nella storia del teatro, che di solito prevede una netta divisione tra gli attori sul palco e il pubblico seduto in platea); i ceti più umili potevano assistere alla rappresentazione teatrale in piedi, nel cortile centrale (chiamato yard). Consapevole della presenza di persone così diverse per gusti e livello culturale, Shakespeare introduce in ogni sua opera note e toni diversi, per attrarre e far divertire non solo i più raffinati, ma anche il pubblico dai gusti più grossolani. Questo spiega le battute, spesso volgari, pronunciate dalla balia di Giulietta e dagli amici di Romeo.

     §        La presenza del coro, che commenta le azioni e gli avvenimenti con una serie di riflessioni, è tratta dal teatro di epoca classica.




    Why is New York City called "The Big Apple?"


    Racing, jazz musicians and a tourism campaign all play a part.


    There are many opinions concerning the origin of this nickname.

    The first hypothesis regards racing courses. In the early 1920s, "apple" was used in reference to the many racing courses in and around New York City. Apple referred to the prizes being awarded for the races -- as these were important races, the rewards were substantial.

    In the late 1920s and early 1930s, New York City's jazz musicians began referring to New York City as the "Big Apple." An old saying in show business was "There are many apples on the tree, but only one Big Apple." New York City being the premier place to perform was referred to as the Big Apple.

    A 1971 campaign to increase tourism to New York City adopted the Big Apple as an officially recognized reference to New York City. The campaign featured red apples in an effort to lure visitors to New York City. It was hoped that the red apples would serve as a bright and cheery image of New York City, in contrast to the common belief that New York City was dark and dangerous. Since then, New York City has officially been The Big Apple.




    Would you like a continental or a cooked breakfast?

    Ecco il primo dilemma da risolvere, quando si soggiorna nel Regno Unito. Quindi, optiamo per un'usuale colazione con latte e cereali, pane tostato, burro e marmellata oppure osiamo gustare i sapori locali? I miei alunni di prima mi conoscono ancora poco, ma gli altri danno per scontata la mia risposta: osiamo! Liberiamoci delle nostre abitudini e della scontatissima convinzione che solo il cibo italiano sia degno di questo nome, per tuffarci in un profumatissimo piatto, illustrato nella foto: ecco a voi la English (or cooked, che significa cotta, calda) breakfast!



    Gli ingredienti sono:

    • Bacon and eggs: il bacon inglese, croccante e gustoso, non ha nulla a che vedere con la nostra pancetta
    • toasted bread
    • mushrooms (funghi)
    • tomatoes (pomodori)
    • sausage(s): salsicce
    • beans (fagioli. Ahimè, questi non mi piacciono...)
    • All this fried in a pan with loads of butter...
    La full English breakfast è accompagnata da orange juice (succo d'arancia), toasted bread with jam (confettura di frutta) or marmalade (marmellata d'arancia: ottima!).

    Do you like it?

    Se invece saliamo un pò più a Nord, nella fredda Scozia, attenzione...La full Scottish breakfast, che prende in contropiede gli sprovveduti, comprende anche il black pudding...che non fa per tutti, decisamente. Il black pudding è in sostanza l'equivalente del nostro sanguinaccio. In Irlanda raddoppiano (viva l'abbondanza) e ci offrono sia il black che il white pudding.



    Da provare, meno traumatica come esperienza, il porridge, deliziosa zuppa d'avena che si prepara cuocendo i fiocchi d'avena nel latte e servendoli con fresh cream (l'equivalente della nostra panna liquida) e generose porzioni di frutta fresca. Io l'ho provato con i forest fruits, i frutti di bosco. Ottima!






    Hi everybody!

    In attesa di rivederci tra i banchi, comincio a segnalarvi una sezione del sito della Oxford University Press, la casa editrice del nostro libro di testo Smart English, dove è possibile scaricare dalla sezione Culture gli argomenti di civiltà che tratteremo quest'anno.

     In particolare, ricordo agli alunni di III che ci serviranno ancora alcune pagine del Culture Book di II, pertanto questo è un modo veloce per procurarsele, stamparle, ed averle a portata di mano già dai primi giorni di scuola.

    Questo è il link:

    http://elt.oup.com/student/smartenglishitaly/culture?cc=it&selLanguage=en&mode=hub

    See you soon!


    Non proprio, abbiamo ancora qualche giorno di sano e meritato riposo, ma cominciamo ad entrare nell'ordine di idee, come questi simpatici micetti...




    Siamo, quasi, alla fine. Molti di voi sono già in vacanza, io devo ancora soffrire un pò...Anyway, buone vacanze a tutti! Ci risentiamo a settembre.


    Ayers Rock

    Australia is the largest island in the world but it is the smallest continent. Its population is about 20 million, living mainly along the coast, where the capital city –Canberra- is located. Most of Australia is a big desert called the Outback. In this central area we can find Ayers Rock, a particular kind of rock that changes colour according to the weather or the part of the day. The mountain was sacred to the Aborigines, the native population of Australia.

    They lived in small tribes and had a nomadic way of life called the “Walkabout”. Essentially hunters, they hunted kangaroos with a particular weapon, the boomerang. They also spoke 500 different languages, of which only 30 survive today. Moreover, they were persecuted by the European settlers who came here in the 18th century. Nowadays only 2% of the population is Aborigine.

    Australia has three types of climate:

    ·         Tropical in the North, with a lot of rain

    ·         Desert in the centre, with temperatures of 40% daily, but very cold nights.

    ·         Temperate in the South.

    Important figures in Australian history were James Cook and Ned Kelly.

    James Cook was a British sailor and explorer who arrived in Australia almost by chance onboard the “Endeavour” in 1770. He reached the southeastern coast of Australia, and stopped in a beautiful bay that he called “Botany Bay” because of the strange animals and plants he found there. Cook also discovered Hawaii but was killed by some natives in 1779.

    Ned Kelly is a sort of Australian Robin Hood. When he was young, he used to steal horses with his brothers. Then he formed a gang and started robbing banks throughout the country. He stole from the rich to give to the poor, but he was eventually captured and hung.


    Hi there!
    Inauguro qui una nuova sezione in vista degli imminenti esami, chiamata Culture drops, "gocce di cultura". Inserirò in questa sede i riassunti dei brani di civiltà da preparare per l'esame orale.

    South Africa



    South Africa has different climatic zones: a Mediterranean zone in the South West, with warm summers and cool winters, a desert zone in the North, with temperatures of about 40°C, and -North East of Cape Town- the coldest winters, with temperatures below zero (-6°C).

    South Africa is the largest producer of gold and diamonds in the world, as well as one of the most important producers of wine.

    The population of South Africa is mostly black, namely 90%. 10% of the population is white, of different origins. They are mainly the descendants of Dutch, German and English colonists. Some of them speak English, others speak Afrikaans, a mixture of Dutch and English.

    People who visit South Africa can't miss Kruger National Park: it is one of the largest game parks in the world, and it is even bigger than Wales. Here you can meet the "Big Five": lions, leopards, elephants, rhinos and buffalo.


    APARTHEID

    Apartheid was a form of government that was abolished only in 1994. The word is Afrikaans and means "separated": indeed Apartheid is based on racial discrimination. Black people couldn't go to the same school, to the same restaurants, to the same hospitals as white people. They couldn't even work together.
    Nelson Mandela did a lot to abolish it. When he was a young man, he went to university and became a lawyer. Then he joined the ANC, a political party that helped black people with their legal problems, until he was arrested and sent to prison in 1964. He stayed in prison for a very long time, 27 years, and he was released only in 1990.
    In 1993 he won the Nobel Prize for peace and in 1994 he became the first black President of South Africa.



    I romanzi medievali, i cosiddetti “romance”, possono essere suddivisi in tre categorie:

    ·         Materia di Francia (La “Chanson de Roland”)
    ·         Materia di Bretagna
    ·         Materia di Roma
    La materia di Bretagna è costituita dalle storie arturiane, a loro volta derivate da leggende popolari francesi. Il tono di questi romanzi che narrano le avventure individuali dei vari Cavalieri della Tavola Rotonda è molto diverso da quello della Chanson de Roland: la vecchia nota eroica è definitivamente scomparsa e il suo posto è stato preso dalla descrizione dei costumi e degli ideali dell’amor cortese.

    Tale concetto si rivelò ben presto come uno dei più rivoluzionari nella storia del pensiero occidentale. Fino a quel tempo l’amore tra persone di sesso diverso era considerato o semplice passione fisica o una forma di affetto (inferiore, comunque, all’amicizia tra uomini) o addirittura una sorta di pazzia. Nei romance medievali appare per la prima volta una nuova concezione dell’amore: l’amore come “servizio”. Il cavaliere serve la dama prescelta, sopporta in suo nome ogni indegnità, le si raccomanda quando va in battaglia e, riferendosi alla sua donna, usa un linguaggio non dissimile da quello utilizzato nelle poesie religiose dedicate alla Vergine Maria (frequente, infatti, l’appellativo “madonna”). Il più piccolo favore che la donna si degni di accordare al suo servitore è sufficiente ricompensa. Il cavaliere è umile vassallo e la dama è sua signora e padrona. Egli deve esserle fedele per tutta la vita, in qualsiasi modo venga trattato, quindi anche se l’amore, ovviamente platonico, non è ricambiato. Il cavaliere non va mai identificato con il marito: queste due figure hanno ruoli diversi. Per certi aspetti la tradizione dell’amor cortese implica un’idealizzazione dell’adulterio: il poeta o il cavaliere offre il suo amore alla dama, senza neppure prendere in considerazione il marito; suo vero rivale è chiunque cerchi di diventare a sua volta l’amante cortese della donna.  La donna appare non più come la peccaminosa sorella di Eva, quindi origine di ogni disgrazia umana, bensì la sorella della Vergine Maria, ideale di purezza femminile. Qualsiasi idea di matrimonio della dama con il poeta o con un cavaliere era, ovviamente, fuori discussione: nella società feudale complesse questioni di eredità escludevano ogni passione e sentimentalismo dalla celebrazione dei matrimoni. Dal canto suo, il cavaliere non desiderava sposare la dama, anche se cercava di realizzare il suo amore fuori dal matrimonio. Chiaramente questo ideale dell’amor cortese ha una matrice aristocratica e ben poca attinenza con la vita quotidiana dei ceti più umili.

    Tale era l’atmosfera dei romance medievali prodotti non solo in Francia, ma anche in Inghilterra (d’altro canto, dal 1066, anno della conquista normanna, il francese era stato introdotto come lingua ufficiale di corte, soppiantando completamente l’inglese, ridotto a rango di lingua del popolo). Non ci si limitava, d’altro canto, ad attingere a fonti francesi:  ne è la controprova un poema del XIV secolo, Sir Gawain and the Green Knight.



    Fonte: David Daiches, Storia della Letteratura inglese








    La principale attrazione turistica dell’Irlanda del Nord è formata da più di 40000 antichissime colonne di basalto esagonali, composte da pezzi più piccoli, che emergono dal mare e si ergono sulla costa battuta dal vento.


    Sono numerose le leggende che spiegano la presenza di queste colonne di basalto. Tra le tante, la più bella racconta che un gigante di nome Finn MacCool si innamorò appassionatamente di una meravigliosa fanciulla che viveva su un’isola del gruppo delle Ebridi, e, per raggiungere la sua amata senza bagnarsi i piedi, costruì il sentiero di pietra che si ammira ancora oggi.

    Meno romanticamente, il gigante, presente in maniera diffusissima nella mitologia irlandese, Fionn mac Cumhail (Finn McCool) avrebbe costruito un selciato per camminare fino alla Scozia per combattere un altro gigante, Benandonner. Una versione della storia narra che Fionn cadde in un sonno profondo prima di andare in Scozia, perciò quando Benandonner venne per cercarlo, la moglie Oonagh coprì con un drappo il marito Fionn e pretese di convincere il rivale che in realtà quello fosse il figlio piccolo. In una variante, avendo visto l'enorme stazza del nemico, è lo stesso Fionn a dire alla moglie di preparare l'equivoco. In entrambe le versioni comunque, quando Benandonner vide la mole del "bambino", pensò che il padre dovesse essere terribilmente gigantesco, e scappò a casa terrorizzato distruggendo il selciato per evitare di essere inseguito.




     La popolazione del Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord) è concentrata prevalentemente in Inghilterra, con 49 milioni di abitanti, mentre solo 1,5 milioni risiedono in Irlanda del Nord e 3 milioni in Galles. Tra le principali città del Regno Unito oltre a Londra, della quale si è ampiamente trattato in altra sede, vanno ricordate:

    Stratford upon Avon, piccola città a nord di Manchester, famosa soprattutto per aver dato i natali a William Shakespeare, sublime drammaturgo ed anche poeta vissuto nel 16° secolo. La sua casa natale è visitabile ancora oggi: ricordo l'emozione quando vi entrai la prima volta, qualche anno fa. Tutti gli ambienti sono stati conservati con gli arredi dell'epoca (anche il pitale. Sublime!) Al piano terra un bookshop con un'ampia scelta di opere del drammaturgo.


    Casa di William Shakespeare
    Cambridge ed Oxford, le due più importanti città universitarie, che tra pochi giorni si sfideranno nella consueta regata (The Boat Race) sul Tamigi. Personalmente, ho apprezzato maggiormente Cambridge, più raccolta e più old-fashioned rispetto ad Oxford. Stupendo il centro, tutto pedonale, accessibile solo alle biciclette. Bellissima l'atmosfera veramente giovane: entrambe le città sono popolate da un gran numero di studenti universitari, ed orde di studenti stranieri si riversano qui, in estate. Una chicca di Cambridge: la Auntie's Tea Room, dove cameriere in abito vittoriano (rigorosamente nero con pizzi bianchi) servono deliziosi cream teas. Da non perdere!


    Cambridge

    Liverpool: l'ho, per ora, esclusa dalle mie frequenti visite al Regno Unito perchè la considero una città troppo moderna ed industrializzata, come tutto il Nord d'Inghilterra, ad esclusione del Lake District, of course! Chi, tuttavia, l'ha visitata di recente mi ha parlato di un significativo restyling che ha notevolmente abbellito questa città portuale. Famosa, ovviamente, anche come città natale dei Beatles. Superlfluo aggiungere notizie sulla band che rivoluzionò la musica, non solo inglese, negli anni Sessanta.


    E poi ancora: Edimburgo, bellissima capitale della Scozia, alla quale ho dedicato numerosi post in questo blog. Posso solo ribadire, in questa sede, di essere stata stupita dalla sua bellezza. Una città europea davvero interessante, seconda solo a Praga. Atmosfera lontana anni luce da Londra.


    Il Royal Mile

    Altri luoghi che meritano una visita:

    Il Lake District, la Regione dei Laghi a  Nord, quasi al confine con la Scozia. Molto turistica ma anche fonte d'ispirazione per il poeta romantico William Wordsworth, che qui soggiornò e compose parte delle Lyrical Ballads.


    Lake District
    Il Giant's Causeway, in Irlanda del Nord. La leggenda dei giganti seguirà a breve.





    St Patrick’s Day on 17 March is the most important Irish festival. Because of terrible conditions in Ireland during the 1800s many Irish went to America, so the Irish community in the United States is very big. They went to live all over the country and took their traditions with them. There are also many Irish in Britain, and all over the world.

    Who was St Patrick?


    St Patrick is the patron saint of Ireland. He was probably born in Wales, in about AD 389: his father was a Christian. When Patrick was sixteen years old some pirates  took him to Ireland, where he became a slave. After six years he escaped  to France. He became a priest there.  

    In Ireland St Patrick’s Day is an important religious holiday. Businesses are closed and people go to church. In 1995 the Irish government started the St Patrick’s Day Festival, a four-day festival in the capital city, Dublin.
    On St Patrick’s Day there are a lot of tricolour flags in the streets. Irish people created this flag in
    1848 with a special meaning. The green represents Irish Catholics (mostly from the south of Ireland) and the orange represents Irish Protestants (mostly from the north of Ireland). The white rectangle in the middle represents the hope for peace between Catholics and Protestants.

    In the United States, the first celebration of St Patrick’s Day was in Boston in 1737. Today on 17 March the Irish community in America organizes parades with marching bands and Irish music in many towns and cities. The parade in New York City is the biggest in the world: more than 150,000 people take part in the marching. And in the city of Chicago, the Chicago River is coloured green on St Patrick’s Day!

    St Patrick's Day Parade in Belfast

    St Patrick's Day Parade in Chicago


    The Irish believe that green is a lucky colour, and a lot of people wear green clothes on St Patrick’s Day. The green shamrock is a symbol of Ireland, and another symbol is a leprechaun, a kind of Irish fairy. This little old man usually wears green.

    A leprechaun with a shamrock in his hand




    Questa mattina, con gli alunni delle due prime, abbiamo parlato dell'edilizia nel Regno Unito. Ripropongo qui gli appunti, fornendo volutamente immagini diverse delle varie tipologie di abitazioni, includendo alcuni cottage che ho affittato per periodi di vacanza.



    DETACHED HOUSES




    A single family home, also known as separate house, is a free standing residential building, with a front and a back garden, and sometimes a "carport". They have two floors and a bow-window.



    Termini da ricordare:


    front garden


    backgarden


    carport


    bow-window


    La caratteristica più evidente delle abitazioni inglesi è la mancanza di persiane o tapparelle alle finestre, sostituite, la notte, da pesanti tendoni in velluto. La ragione di questa mancanza è la necessità di far entrare quanta più luce naturale possibile, considerato che il buio cala piuttosto presto, almeno durante l'inverno (le sere estive, invece, godono di una certa luce sin dopo le 22.00). Ricordo inoltre la presenza, particolare questo non propriamente gradevole, della moquette (carpet) pressoché in tutte le stanze, bagno compreso. Le villette monofamiliari sono la soluzione abitativa più amata dagli inglesi, ed anche una delle più costose. Assai meno amata, e come dar loro torto, la vita d'appartamento all'interno di anonimi palazzoni (block of flats) che sono presenti, ovviamente, nelle grandi metropoli, ma non dominanti come nell'architettura italiana.

    SEMIDETACHED HOUSES




    They consist of two family houses built side by side and are a common type of architecture in the UK and Ireland.


    Ricordiamo che, per distinguere le porte d'ingresso delle varie semidetached o terraced houses, è norma comune dipingerle di colori vivaci, quali il rosso e il blu cobalto, per dare un tocco di originalità alla proprietà. In ordine di gradimento, le villette bifamiliari seguono a ruota le villette monofamiliari, per quanto siano più modeste e un pò meno costose. C'è pur sempre il giardino, per noi un'utopia, anzi DUE giardini, back and front.



    TERRACED HOUSES



    They are a cheaper kind of accomodation, made up of a row of identical buildings built side by side and sharing the side walls.

    COTTAGES



    They are usually set in a rural location and are cosy buildings, sometimes with a thatched roof and an open fire (tetto di paglia e caminetto, so romantic!)


    Il mio sogno! Esattamente il tipo di proprietà che vorrei poter acquistare, un giorno, nel Regno Unito. Per il momento, mi sono limitata ad abitarne alcuni, in Irlanda e in Cornovaglia, affittati per le vacanze estive.

    Ad esempio...






    The Old Wash House, Mevagissey, Cornwall 2010

    Rose Cottage, Connemara, Ireland. 2008


    Esempio di thatched roof. Cornwall 2010.

    E in anteprima assoluta...il cottage dove abiterò quest'estate, co. Kerry, Ireland.








    La Manica è larga 34 km, 2 volte quanto il Gran Canyon. L’idea di unire Francia ed Inghilterra con un tunnel sottomarino ha suscitato non poche polemiche, ma gli interessi economici hanno avuto la meglio e nel 1986 è stato siglato l’accordo tra il Primo Ministro Margaret Thatcher ed il Presidente francese Mitterrand.


    Nel dicembre 1987 sono iniziati gli scavi. Due squadre di 4000 uomini, una inglese e l’altra francese, sono entrate in competizione per arrivare per primi al punto d’incontro. Devono essere scavati due tunnel, uno principale ed uno di servizio, con 247 uscite di sicurezza, aree di inversione ed un totale di 153 km di gallerie. Le trivelle inglesi sono più veloci e dopo un mese di scavi, nel gennaio 1988, si trovano in vantaggio. Tracciare un percorso sottomarino così lungo ha richiesto inoltre un’approfondita analisi dei fondali, iniziata nell’agosto 1986, 18 mesi prima dell’inizio degli scavi. Occorre evitare strati di roccia intrisi d’acqua per evitare il crollo del tunnel, e risolvere problemi quali il traffico marittimo, le maree, le onde.

    Nel marzo 1988 il tunnel di servizio dal lato inglese viene invaso dall’acqua. Lo scavo si ferma. E’ un’infiltrazione di acqua marina dal canale. La pressione sul fondale è molto violenta, e l’acqua penetra a 300 l/sec. Si evita comunque il disastro e le crepe vengono tappate. Anche i francesi sono alle prese con l’acqua, ma loro avevano scelto scavatrici impermeabili, anche se più lente.

    Nel gennaio 1989 gli inglesi trovano un terreno migliore e devono recuperare il tempo perduto, avanzando di 400 m alla settimana.

    Nel gennaio 1990 le squadre sono vicine al punto di incontro. Gli inglesi arrivano per primi.

    Nel maggio 1991 il tunnel è completo: per la prima volta, dall’era glaciale, la Gran Bretagna è ricongiunta all’Europa continentale, anche se i ritardi hanno causato un aumento esponenziale dei costi.

    Nel Maggio 1994 la Regina Elisabetta II ed il Presidente Mitterrand inaugurano il tunnel, con un anno di ritardo. Si trasportano camion, auto e passeggeri in 35’ (anziché 1h e 15’ con il traghetto), ma l’avvio è lento.

    Il 18 novembre 1996 si verifica un incendio nel tunnel: il treno accelera, cercando di raggiungere l’uscita dal lato inglese, ma rischia di deragliare. Rallentando, tuttavia, l’incendio divampa. La salvezza è nel tunnel di servizio, ma il fumo impedisce di mettersi in salvo. Fortunatamente non ci sono vittime.